Isole Tremiti tra cale, coralli e relitti

Isole Tremiti: PagliaiPagliai, Isole Tremiti

Questo articolo fa parte del viaggio di Carla nel Gargano. Leggi l’itinerario completo qui »

In un’ora di traghetto da Termoli raggiungiamo le Isole Tremiti, parte del Parco Nazionale del Gargano, con San Domino, la più grande e meglio attrezzata turisticamente, San Nicola, centro storico ed amministrativo, Capraia, disabitata meta ideale per immersioni e trekking, il grande scoglio di Cretaccio e la più lontana isola di Pianosa, riserva integrale non avvicinabile, dove sono permesse solo immersioni guidate.

All’arrivo del traghetto nel porticciolo di San Domino i chioschi di legno che promuovono gite alle isole, noleggio gommoni, immersioni, pernottamenti, aprono di colpo i battenti risorgendo a nuova vita. Chi ha prenotato l’albergo trova ad attenderlo il transfer che lo porterà a destinazione, chi si ferma poche ore parte alla scoperta delle isole in barca o a piedi (nelle Tremiti è vietato traghettare la propria auto).

Per quanto ci riguarda, abbiamo 3 giorni a disposizione per visitare l’arcipelago e, zaino in spalla, affrontiamo la breve ma ripidissima salita verso il centro abitato, accompagnati dal panorama sempre più bello man mano che saliamo di quota. Una volta in cima proseguiamo nella pineta di pini d’aleppo e lecci, di cui è ricoperta l’isola, tra il profumo di rosmarino e mirto alla ricerca di un B&B. Lungo il percorso notiamo una chiesetta di legno semplice e spoglia, ci diranno poi che si tratta della nuova chiesa, costruita dove c’era una stalla e detta dai locali “la chiesa di Lucio Dalla” assiduo frequentatore dell’arcipelago, che ha contribuito alla sua costruzione.

A breve distanza ci fermiamo al B&B Villa Paradiso (via Beato Giovanni da Foligno, 2 zona Cala Matano) buono, tranquillo, centrale.

Isole Tremiti: San Domino

In luglio e ancor più in agosto queste bellissime isole sono prese letteralmente d’assalto da oltre 100.000 visitatori che sbarcano in giornata dai vicini porti della costa, ma siamo a inizio settembre, gli abitanti stagionali stanno per tornare alle loro attività invernali, alcune strutture chiuderanno a giorni, tuttavia si respira ancora un’atmosfera vacanziera, i ristoranti sono vivaci ma senza ressa, i pochi turisti si dividono le innumerevoli cale, a volte deserte.

Le rare spiaggette di sabbia e ciottoli si concentrano per lo più a San Domino: Cala delle Arene, la più grande, vicino al porto, sempre molto frequentata, Cala Matano, amata dai turisti, raggiungibile dalla piazza del paese, si suddivide in una parte con scogli e l’altra con una piccola spiaggia attrezzata, e la spiaggia ai Pagliai accessibile solo dal mare. Tutta l’isola è un susseguirsi di cale, grotte, scogli con vista mozzafiato e accessi più o meno facili nelle limpide acque color smeraldo del mare, fiore all’occhiello della Puglia.

Il primo giorno visitiamo San Domino via terra: muniti di scarpe da ginnastica, acqua e voglia di camminare, percorriamo il periplo dell’isola, che prende il nome di Panoramica di San Domino, pochi km di rara bellezza per un circuito a forma di ellisse lungo le coste di Ponente e Levante che conducono alla punta del faro. La passeggiata è semplice, ma più impegnative sono le innumerevoli discese per un tuffo nelle acque cristalline dai fondali variopinti. Per citarne solo alcune, Cala dello Spido, con il verde dei pini che si riflette nel mare, Cala del Sale, particolarmente limpida con una grotta raggiungibile a nuoto, Cala di Zio Cesare dalla quale sempre a nuoto si arriva facilmente anche alla splendida grotta delle Viole, Cala dei Benedettini, attrezzata con sdraio e ombrelloni e con comoda entrata al mare, Cala Tonda, che forma un suggestivo laghetto.

La sera i locali di San Domino si popolano con i turisti rimasti sull’isola. La luce calda del tramonto colora la piazzetta Pertini, dove in attesa di cenare alla Nassa (Via Aldo Moro, 24), ci sediamo all’aperto per un aperitivo servito con olive, tarallucci e aglio delle Tremiti. Notiamo che non c’è locale che non esponga foto di Lucio Dalla, insieme ai gestori o mentre improvvisa, solo o in compagnia di altri cantanti in vacanza, inattesi spettacoli per i fortunati ospiti. Dalla amava molto queste isole, amore contraccambiato dai tremitesi. Ci raccontano che nel marzo ’91 ha festeggiato il suo 48° compleanno a San Domino, invitando “tutti” gli abitanti dell’isola (35 persone!).

Isole TremitiL’indomani guardiamo l’arcipelago da una diversa prospettiva, dal mare, con l’escursione classica in barca di 2-3 ore che tocca le più belle cale e grotte dell’arcipelago, tra cui Cala dei Turchi, Pietre di Fucile, gli Scoglietti dove ci immergiamo per vedere sul fondale la statua di padre Pio, la Grotta delle Viole, delle Rondinelle, del Bue Marino alla cui sommità si trova il Picco delle Diomedee, dove di notte si può ascoltare il canto d’amore di questi uccelli.

Per il resto della giornata abbiamo concordato al porto di San Domino un passaggio in barca all’isola di Capraia, la più selvaggia, priva di alberi e percorsa da mulattiere e sentieri tra rocce coperte di cespugli di lentisco e capperi. L’isola disabitata offre le più interessanti immersioni dell’arcipelago.

Il terzo e ultimo giorno lo riserviamo a San Nicola, considerata per i resti del suo glorioso passato, un museo a cielo aperto. Una rampa a scaloni conduce dal porto all’imponente Abbazia-Fortezza di Santa Maria a Mare che sovrasta il Corso Diomede e Corso Roma. Lo sforzo della breve ma ripida salita è abbondantemente ripagato da un’eccezionale vista di San Nicola, San Domino e Cretaccio. Dall’isola il panorama in questa giornata di sole è mozzafiato, ma fa male constatare l’incuria e la sporcizia in cui sono abbandonate alcune aree. San Nicola misura solo 42 ettari, non dovrebbe essere così difficile mantenerla pulita e imporre ai visitatori più senso civico.

In attesa della barca che la sera ci riporterà a San Domino, da dove prenderemo il traghetto per Termoli, ci fermiamo nel ristorante Architiello, subito dopo l’arco delle mura di cinta (via Salita delle Mura, 5). Vista impagabile, ottima la cucina di Carolina e bella la musica di sottofondo, e di chi se non di Lucio Dalla?

Dove dormire alle Tremiti. Oltre al sopracitato B&B Villa Paradiso a San Domino, consigliamo hotel Eden, Relais Al Faro e il Villaggio Touring.

Come arrivare alle Tremiti. In nave (puoi consultare tariffe e orari delle compagnie qui) dall’Abruzzo (Pescara, Ortona, Vasto) da Termoli nel Molise, dal Gargano (Manfredonia, Vieste, Peschici e Rodi Garganico). E’ vietato traghettare l’auto salvo rare eccezioni e previa autorizzazione speciale.

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