Tasmania: la costa nord tra pinguini e diavoli

costa nord della Tasmania

Questo articolo fa parte del viaggio di Thomas in Tasmania. Leggi l’itinerario completo qui »

Il nostro tour della Tasmania prosegue da Strahan lungo l’unica strada che punta a nord, la Murchison Hwy, che mantenendo sulla destra le alture del Cradle Mountain National Park, procede tra boschi di conifere, declivi coltivati o a pascolo e gialle pianure puntellate di eucalipti giganti, e solo raramente da qualche fattoria.

Il giungere in vista dell’oceano sullo stretto di Bass, dopo circa un’ora e mezza di tragitto, è quasi inaspettato, in parte dovuto alle piccole dimensioni della cittadina di Somerset, in parte dovuto a una fitta coltre di nuvole basse che confondono l’orizzonte marittimo in quello del litorale.

La costa nord della Tasmania è caratterizzata da un’alternanza di insenature di medie dimensioni circondate da scogliere bianche e prati di un verde lussureggiante; lunghe strisce di sabbia giallo paglierino protetto alle spalle da dune fitte di cespuglietti colpiti dal vento e da arbusti e piccoli alberi verso l’interno.

In direzione ovest, per raggiungere la suggestiva cittadina di pescatori chiamata Stanley, adagiata ai piedi di una montagna solitaria piatta e squadrata sopranniminata “The Nut”, la statale Bass Hwy procede placidamente tra fattorie, rimesse di barche, porticcioli, campeggi, case di villeggiatura e pompe di benzina; il tutto dà l’idea di una zona sfruttata a metà dal turismo locale marittimo e dalle produzioni agricole, e il traffico di trattori, furgoncini aziendali e campers ne è la conferma.

Tour Tasmania

Stanley a prima vista sembra estratta da un bozzetto di impressionisti: le case colorate di turchese e bianco stanno raccolte alla base dello sperone come granchi su uno scoglio; il lungo promontorio separa due lati di terra diversamente esposti sull’oceano, per cui se da una parte il vento crea increspature sull’acqua e la marea spinge gli spruzzi fino al propaggini nel paese, dall’altro la baia ritira lentamente verso l’oceano lasciando intravedere le pozze di acqua dell’arenile.

L’attività principale è la pesca come dimostrano i tre ristorantini necessariamente a menù di pesce, due dei quali gestiti dalla stessa famiglia ma con prezzi e clientela differenziata. Nelle giornate di sole senza vento, è possibile fare la scalata al “Noce” attraverso una comoda seggiovia che parte da un parcheggio alla sommità del paese.

Ci sono diverse sistemazioni per la notte a partire da due campeggi, uno alle propaggini e l’altro nel pieno centro della cittadina, numerosi bed&breakfast ed una striscia di prato come free cmp ground adiacente alla spiaggia della baia ovest riparato dalle basse dune. La particolarità del posto in realtà si scopre la notte quando numerosi branchi di pinguini raggiungono la terraferma per passare le ore al riparo dei bassi cespugli vicini alla spiaggia; il posto più suggestivo per osservarli con l’aiuto di una torcia elettrica è il piccolo cimitero cittadino, tra le mete preferite dei suddetti pennuti, forse per la tranquillità silente del posto…

Tasmania, costa nord

Ripercorrendo la Bass Hwy in senso inverso invece, in circa un’ora si raggiunge la città di Devonport, meta di arrivo del traghetto dal “continente” come dicono i locals riferendosi al continente australe. In sé la città non offre attrazioni particolari, se non un giro per il quartiere industriale del porto e le vecchie abitazioni nelle vicinanze; in compenso il centro è un quadrilatero di negozi e centri commerciali in cui rifornirsi di cibarie per il viaggio e recuperare attrezzature più o meno tecnologiche, qualora necessarie.

Da Devonport la Bass Hwy si allontana progressivamente dalla costa in direzione sud-est attraversando un territorio boscose e collinare in cui appaiono piccoli villagi agricoli di campagna: molte indicazioni stradali autoprodotte segnalano vendita all’ingrosso di ciliegie, miele e fragole appena fuori dalla strada principale. Sarebbe un errore non concedersi uno spuntino on the road, prima di arrivare a Launceston!

Seconda città della Tasmania per popolazione ed estenione, in cofidenza “Lassie”, questa deliziosa cittadina assomiglia ad Hobart per la disposizione collinare dei quartieri residenziali, ma l’atmosfera che si respira è un perfetto mix di dinamismo giovane urbano e legame con la terra circostante. Launceston infatti non è una città di mare, ma in qualche modo è connesa ad esso dal lunghissimo estuario del fiume Tamar, che per una quarantina di km si snoda tra dolci declivi soleggiati coltivati a vite. La zona è famosissima per la produzione vinicola, specialmente di bianchi come il Riesling e di rossi come lo Shiraz. Due strade partono dal centro urbano e costeggiano entrambe le sponde del fiume offrendo una vista mozzafiato, spesso incrociando piccole deviazioni che conduono direttamente in riva al fiume. Al tramonto in particolare consiglio di percorre la west Tamar Hwy in modo da ammirare i riflessi purpurei della sponda est, accarezzata dall’ultimo sole. Consiglio per pranzare: Burgers got soul, una fresca paninoteca con free wifi specializzata in giganti panini e frullati aperta fino alle 10 pm.

Infine procediamo in direzione della cittadina di Deloraine e poi a seguire per Mole Creek, l’ultima vera perla del nord della Tasmania, l’incontro con il famigerato “Devil” all’interno del parco-ricerca Trowunna Wildlife Park. Un’esperienza carica di sospiri affettuosi con i timidi wombats ma anche scariche di adrenalina allo stomaco in presenza del simbolo della Tasmania!

Il viaggio di Thomas in Tasmania continua… Lungo le baie della costa est