Mangiare a Los Angeles: il meglio della cucina americana

Mangiare a Los Angeles - Prodotti locali

Mangiare a Los Angeles - Prodotti localiLos Angeles è fisicamente immensa, una galassia più che una città. Los Angeles è casa per 14 milioni di persone. E’ la città dei quasi 2 milioni di salvadoregni – un quarto della popolazione di El Salvador – quella degli armeni più numerosi che a Yerevan, quella di Little Tokyo, Koreatown, Chinatown, Teherangeles, Filipinotown. Perfino quella dei laotiani (70.000), dei cambogiani e ovviamente – non si possono neppure considerare un gruppo etnico a parte – dei messicani.

Dal punto di vista gastronomico offre più di un paese di dimensioni medio-grandi. Ed è un’offerta variegata sia dal punto di vista “orizzontale” – le mille comunità etniche, i mille prodotti della fantastica terra e del mare di California, i mille e più stili degli chef di ogni provenienza – che da quello “verticale” – dal ristorante gastronomico elegante, a quello trendy frequentato dalle star, agli emergenti fino ai fast-food di qualità ed ai mitici “food-truck”. Tutti hanno però in comune qualcosa che è difficile da spiegare e che io definirei losangelesitudine ovvero un mix quasi perfetto di stile molto “cool” (nel senso di rilassato non necessariamente in quello di “alla moda”), innovatività, qualità delle materie prime e franchezza (what you see is what you get).

Mangiare a Los Angeles - HamburgerInoltre la scena gastronomica varia di continuo, è vivissima. Ristoranti nascono, crescono, si trasferiscono a una velocità impensabile in altri luoghi (in Italia, in Europa). E’ quindi impossibile avere ambizioni di completezza; una qualsiasi classificazione ha una portata necessariamente limitatissima. Anzi, probabilmente non ha alcun senso. Solo l’esplorazione dei locali di Koreatown (o dell’universo dei food trucks o delle “pupuserias salvadoreñas”) potrebbe dare lavoro ad un gastrofilo per un semestre. Prendete quindi con cautela questa lista dei miei 6 posti preferiti di cucina americana – di quelle etniche scriverò in seguito – provateli se vi ispirano ma lasciate anche galoppare liberamente – e selvaggiamente direi – la vostra ispirazione.

6. Water Grill – http://www.watergrill.com – Downtown

Una bellissima ed elegante sala da pranzo in legno scuro in un seminterrato di Grand Avenue; un classico di Los Angeles in cui Harry Bosch e Mickey Haller festeggiano la loro vittoria processuale in “The Reversal”. Molto frequentato dai giornalisti del vicino L.A. Times. Il pezzo forte sono le splendide ostriche della costa occidentale dalla Baja California fino al nord dello stato di Washington, i frutti di mare in genere e il pesce del Pacifico. Ottimi vini californiani.

5. Gjelina – http://www.gjelina.com/ – Venice

Nella bellissima e “very cool” Abbot Kinney a Venice, Gjelina e’ un locale di meritato successo. Sempre pienissimo, a pranzo e a cena. Cucina tipicamente “southern-californian” con influenze mediterranee e soprattutto italiane. Sorprendentemente buonissime le pizze preparate con ingredienti originali e genuini. Ottimi i piatti di verdure – kale, broccolini, asparagi, cavolfiore -provenienti dal Farmer’s Market di Santa Monica.

4. A-Frame – http://aframela.com – Culver City

Un posto semplice e sorprendente nella parte meno trendy di Culver City. A-frame si ispira alla cucina hawaiana. Su tutto il tempura di gamberi, i “tacos” di vari tipi di pesce e il pollo croccante con le patate fritte di Okinawa. Poca scelta di vini ma almeno 3 o 4 ottime birre californiane (consiglio la Ballast Point di San Diego).

3. Father’s Office – http://www.fathersoffice.com/ – Santa Monica

Una premessa: quelli di McDonald’s non sono hamburger. L’hamburger è la quintessenza del cibo americano, il “comfort food” per eccellenza e a certe condizioni può diventare un capolavoro gastronomico come quello servito in questo gastro-pub di Santa Monica. Intanto niente ketchup ad uccidere i sapori. Il pane è una specie di ciabatta all’italiana ed è riempito da un saggio mix di gruyere e “blue cheese”, composta di cipolle, rucola selvatica e carne pregiatissima e stagionata. Una splendida e lunghissima lista di birre – quasi una ventina alla spina – fanno del Father’s Office una tappa obbligata. Attenzione, non si capisce bene per quale ragione ma vi è il divieto d’ingresso ai minori di 21 anni (che però per consolarsi possono andare a comprarsi un fucile).

2. La Parrilla – http://www.laparrillarestaurants.com/eastla/ – Boyle Heights (East L.A.)

Ma non si era detto cucina nazionale? Si, e cosa c’è di più nazionale a Los Angeles della cucina messicana? La Parrilla è un luogo mitico di Est L.A., una zona interessantissima e trascurata della metropoli californiana in cui è nato e cresciuto Oscar de la Hoya. All’ingresso due anziane signore sono costantemente occupate a impastare e cuocere meravigliose tortillas che vi saranno servite ancora tiepide. Poi tutti i piatti della tradizione messicana fatti come probabilmente solo in Messico (e a Los Angeles) sanno fare. Il guacamole lo preparano direttamente al vostro tavolo. Non mancate il “café de olla” con cannella e miele. E una vera tequila. Ma soprattutto guardatevi in giro, l’ambiente è imperdibile specie se avete la fortuna di trovare un tavolo in occasione del “dia de la madre” o della festa del “Cinco de Mayo”.

1. The Musso and Frank Grill – http://www.mussoandfrank.com/ – Hollywood

Musso and Frank è quando di più letterariamente e cinematogaficamente iconico ed hollywoodiano possa offrire Los Angeles. Il ristorante era già funzionante nel 1919 prima che sulle colline della città apparisse la famosa insegna “HOLLYWOOD”. La lista di personalità e personaggi che hanno fatto la storia di questo locale è infinita e quasi imbarazzante. F. Scott Fitzgerald, William Faulkner, Raymond Chandler e più recentemente Charles Bukowski scrivevano ( e bevevano) nella back room del ristorante. Generazioni di produttori, registi ed attori vi si davano regolarmente appuntamento per pranzo e cena. Da Mary Pickford, Rudolph Valentino e Douglas Fairbanks a Charlie Chaplin. Greta Garbo e Gary Cooper vi facevano colazione. Marylin aveva il suo tavolo. Harry Bosch vi ha festeggiato il suo addio al LA Police Department e ancora adesso Musso and Frank è un luogo d’incontro abituale per l’industria cinematografica. Ovviamente non è tutto qui. Intanto il bar continua a preparare il miglior Martini della città (e lo diceva già Humphrey Bogart). E poi il cibo: il menu è già di per se un capolavoro e lascio a voi il piacere di leggerlo ed assaporarlo. Mi limito a dire che MAI nella vita ho mangiato una costoletta di maiale (bone-in pork chops) così buona, tenera e succosa. Semplicemente, non si può andare a L.A e non mangiare da Musso and Frank.