Great Blue Hole, la voragine azzurra del Belize

great blue holeCC The TerraMar Project

Incastonato tra Messico, Guatemala e Oceano Atlantico, il Belize è un piccolissimo stato dell’America Centrale che merita un viaggetto: oltre a un patrimonio naturalistico e archeologico di tutto rispetto, con la sua barriera corallina è una meta assolutamente imperdibile per sub, appassionati di snorkeling e schiavi del kayak. I divers lo sanno bene: al centro del Lighthouse Reef, a 80 km da Belize City, si apre nelle profondità misteriose dell’Oceano uno dei siti più desiderati al mondo dai sub. È il famoso Great Blue Hole.

Il Great Blue Hole è un luogo mitico: dall’alto sembra un grande occhio blu con ai bordi sfumature azzurro turchese e verde, create dalla barriera corallina, la seconda al mondo per lunghezza, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il suo diametro è di 400 mt per una profondità di 145 mt, si capisce perché venga chiamata voragine blu.

immersioni Belize

CC jayhem

Diventò famosa nel 1972 quando Jacques Cousteau, dopo averla esplorata col suo piccolo sottomarino monoposto Calypso, la mostrò al mondo attraverso la serie televisiva The Undersea World of Jacques Cousteau e la definì uno dei dieci siti di immersione più interessanti al mondo. L’immersione è caratterizzata dalle stalattiti e stalagmiti giganti che pendono da quello che un tempo, prima dell’ultima glaciazione, era il “soffitto” di grotte. Scioltosi il ghiaccio, il livello del mare si alzò e le grotte furono inondate. Il Blue Hole è di fatto una sorta di montagna marina, che garantisce un habitat ideale per i coralli. Fatta eccezione per due canali stretti, la barriera corallina circonda l’intera cavità. Questa è l’ingresso a un sistema di grotte e passaggi che attraversano l’incredibile paesaggio sottomarino.

Le pareti scendono a picco dalla superficie fino a una profondità di circa 110 metri, punto in cui si iniziano ad incontrare le stalattiti. Passandoci in mezzo sembra di essere in una specie di foresta archeologica, dove l’acqua è immobile e la visibilità si avvicina spesso ai 60 metri. A partire da circa 30-33 metri, le formazioni calcaree diventano più intricate, ma per raggiungerle bisogna disporre del brevetto avanzato perché si va oltre i 30 metri.

Rispetto ad altri siti del Belize, la vita marina è esigua, con la maggior parte dei coralli incrostati da alghe rosse, idroidi e gorgonie, ma chi non pratica immersioni può optare per lo snorkeling intorno al perimetro che è favoloso.

Informazioni utili. Questo monumento naturale vale le due ore di viaggio in barca per raggiungerlo. Al costo dell’immersione dovete aggiungere circa BZ$80 (35 € circa) di tassa marittima per l’accesso al sito. L’ideale è organizzare un paio di giorni di immersioni in varie zone del Lighthouse Reef. Nella città di San Pedro, a Ambergris Caye, ci sono diverse agenzie turistiche e operatori che organizzano sport acquatici come Aqua Scuba Center o Ecologic Divers, specializzato in immersioni di primo mattino e in serata. E ricordate che in zona altre mete interessanti per le immersioni sono: Cypress Garden, Hot Chan Cut e Amigos Wreck (quest’ultimo è un relitto nei fondali della barriera corallina, una chiatta di 18 metri fatta affondare per creare un habitat di murene verdi e squali nutrice). Se invece avete gettato l’ancora a Caye Caulker potete fare riferimento al Franchie’s Diving e aggiungere al Blue Hole un’uscita a Turneffe Atoll.