Bologna, città a misura di giovani artisti

Bologna mostre"Chiara Fumai legge Valerie Solanas" videoperformance con installazione 2013

Bologna è una città particolarmente generosa coi giovani che abbiano “lo sbuzzo”, come si dice qui – cioè l’estro artistico: c’è il primo DAMS e c’è Arte Fiera, verso la fine di gennaio quando “l’arte invade Bologna”, per dirla con le parole degli organizzatori.

Ma la vera occasione della vita, un giovane la può trovare poco fuori le mura felsinee, a San Lazzaro di Savena, in una “barchessa” del ‘700: quello che era un edificio di servizio dei contadini di una proprietà nobiliare è oggi, dopo un elegante restauro, la sede della Fondazione Furla, il cuore di un progetto nato dall’amore per l’arte e per il design.

Arte a Bologna

(c) Fondazione Furla

La cosa più interessante è che se non siete voi ad andare alla Fondazione, è la Fondazione che viene a voi: la sua mission ufficiale infatti è, per volontà della sua madrina Giovanna Furlanetto, sostenere “i giovani talenti che non trovano vie, luoghi e possibilità per emergere”. E questo, attenzione, “su tutti i territori della creatività, dall’arte al fashion design”.

D’altronde, tutto nasce da una tradizione di famiglia che proprio nella moda muove i primi passi: nel 1927 il pellettiere Aldo Furlanetto apre un’attività con la moglie Margherita – neanche cent’anni, ed è “la Furla”, marca di borse ora ricercate in tutto il mondo.

Per i giovani designer c’è, dal 2007, il Furla Talent Hub: potete ritrovarvi a firmare una collezione di scarpe e borse in giro per il mondo negli oltre 300 negozi Furla. Courtney Crawford, Max Kibardin, Alice e Lisa Ferrari e Nicole Brundage sono tutti passati di qui – questo tanto per darvi un’idea.

Per i giovani artisti c’è invece, dal 2000, il Premio Furla per l’Arte, curato da Chiara Bertola (curatrice anche della Fondazione tutta): i partner sono il Museo d’Arte Moderna di Bologna, la Fondazione Querini Stampalia di Venezia e la Fondazione CaRisBo – e come vedete siete già in ottima compagnia – e padrini del premio (oltre che ideatori del logo) sono, di anno in anno, i nomi più famosi del panorama mondiale contemporaneo. Guardate chi c’è stato in questi dodici anni: Joseph Kosuth, Ilya Kabakov, Lothar Baumgarten, Michelangelo Pistoletto, Kiki Smith , Mona Hatoum e Marina Abramovic, Christian Boltanski e Jimmie Durham. Scusate se è poco.

Scultori, pittori, fotografi, videoartisti, performer – qualsiasi ricerca espressiva è ben accolta e valutata con attenzione dalla giuria internazionale. E, se merita, viene presa per mano e portata nel mondo.

Prendete ad esempio i giovanissimi artisti di “Invernomuto”: nel 2012, si sono visti dedicare retrospettiva video e book launch nel Museo del ‘900 di Milano, e poi eccoli finalisti al Premio Furla 2013.

Bologna - arte

“Chiara Fumai legge Valerie Solanas” videoperformance con installazione 2013

Tenete d’occhio il sito, seguite il Premio: è anche un bel modo per scoprire angoli nascosti di Bologna. Nel 2011, ad esempio, era a Palazzo Pepoli; nel 2007, nella splendida Villa delle Rose; l’edizione 2013 invece si è tenuta nell’Ex Ospedale degli Innocenti in Via D’Azeglio, dove Chiara Fumai, la vincitrice, proiettava il suo lavoro di rilettura di Valerie Solanas, nome storico (e discusso) del femminismo, in un duro, spietato, disperato quasi, grido di rabbia contro il maschilismo nell’arte e nella società – lucida dichiarazione di guerra al maschio e/o alla cristallizzazione ottusa di ruoli sociali, tra performance, videoarte, attivismo.

Per trovare eventuali ispirazioni, tappa obbligata è l’altro santuario dell’arte bolognese, non a caso partner fondamentale del Premio Furla: il MAMBo.

L’attuale sede è il frutto della ristrutturazione dell’ex Panificio Comunale di Via Don Minzioni: struttura del 1912, dopo l’intervento di Aldo Rossi, si inserisce in un più ampio progetto di recupero di un’intera zona della città, la Manifattura delle Arti (l’ex Macello, l’ex Manifattura Tabacchi e l’ex Deposito del Sale), diventata ora un vero e proprio polo socioculturale di Bologna.

mambo, Bologna

(c) lenore*

Qui c’è tutto, Università, cineteca, centri culturali, locali ed è davvero il cuore della Bologna più impegnata e all’avanguardia nella ricerca di un modo nuovo di costruire la convivenza civile: qui potete passare intere giornate e intere nottate.

Al primo piano dell’ex panificio vi aspettano la Collezione Permanente del Museo, dove potete ripassare la storia dell’arte contemporanea dal dopoguerra a oggi; e, in attesa che terminino i lavori di restauro del Museo Morandi (danneggiato dal terremoto del 2012), la collezione Morandi, ospitata nella cosiddetta “Manica Lunga” del Museo.

Infine, la Residenza per Giovani Artisti Sandra Natali, di Via Turati: era l’appartamento di una professoressa innamorata dell’arte, oggi è per statuto ed espresse ultime volontà della benefattrice “il luogo progettuale esclusivamente dedicato a favorire la formazione di giovani artisti e il loro inserimento nel mondo dell’arte, supportando le espressioni più attuali della cultura visiva contemporanea” – 90 mq., con tanto di foresteria e laboratorio.

Insomma: se avete “lo sbuzzo”  – be’, non fate i “patàca” e correte a Bologna.