5 Strade dell’Olio DOP tutte da scoprire

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Che l’Italia sia piena di uliveti, ok, si sa: quello che magari si sa di meno è che l’Italia è attraversata da un fitto reticolato di cosiddette “strade dell’Olio”, che meritano di essere conosciute e scoperte, per degustare (e portarsi a casa) i migliori e più sani olii extravergine DOP prodotti dal nostro paese. Eccone 5 strade da non perdere – frutto di una scelta del tutto soggettiva.

Umbria: Strada dell’olio Dop – Colli Assisi-Spoleto

Uliveti, colline, verde, borghi medievali, santuari, castelli – questa strada dell’olio è una gioia per gli occhi, per gli appassionati d’arte, persino per i pellegrini: passa per Assisi, partendo dalle zone di Gualdo Tadino e scendendo a Sud verso Spoleto prima e poi puntando verso Cascia, per terminare attorno a Perentillo.  Terre di silenzio e meditazione, di santi e di olivi secolari: a Bovara dicono ce ne sia uno che ha 1700 anni – è il luogo del martirio del primo vescovo di Trevi, Sant’Emiliano. Sarà per questo che proprio a Trevi, guardacaso, sorge il Museo della Civiltà dell’Olivo? Ma basterebbe la qualità dell’olio per meritarsi un museo: aroma intenso, sapore amaro e piccante, colore ambrato che muove dal verde all’oro. Passate di qui e toccherete Spoleto, Foligno, Spello – e, per meditare, potrete percorrere a passi tardi e lenti il Sentiero degli Olivi di francescana memoria, nella zona, va da sé, di Assisi. Nel frattempo l’olio d’oliva extravergine bio lo potete acquistare online a La Corte del Lupo.
» Dove dormire: all’agriturismo La Corte del Lupo (località Pertana 43, Nocera Umbra – tel. 0742-819009).

Lazio: Strada dell’Olio DOP Sabina (da Fara Sabina a Casaprota)

Itinerario in una terra vetusta, ingiustamente poco toccata dal turismo, a pochi km. da Roma, sulla SS4 Salaria, deviando per i colli a Nord, in cerca di un olio giallo-verde con sfumature oro e dal profumo di fruttato, prodotto già millenni fa dai fieri Sabini, il cui cuore più antico batte a Fara in Sabina. Si parte alla grande con l’Abbazia di Farfa, splendido esempio di architettura medievale benedettina e si rimane nel medioevo dei borghi di Fara, Soffia, Castelnuovo, Frasso, Poggio Nativo e Casaprota  tra vicoli acciottolati, palazzi nobiliari, chiese e conventi. Nella frazione di Canneto di Fara, trovate l’ulivo più antico d’Europa: con il suo tronco di 7 metri di diametro, il Grande Vecchio ha qualcosa come 2.000 anni; è in un fondo privato, ma i proprietari sono da sempre molto accoglienti con i turisti e trovate chiare indicazioni a ogni svolta.
» Dove dormire: Agriturismo Colle Dell’Arci

Basilicata: Olio Lucano DOP (da Ferrandina a Rapolla)

Giro per tesori nascosti tra gli oliveti dell’antica Magna Grecia, per una regione che vanta ben 27 specie autoctone di ulivo. Cominciate con le olive nere di Ferrandina (da pasto): da tradizione, la preparazione è lenta e accurata – due settimane tra essiccamento e salatura in vasi di terracotta e una manciata di origano.  Poi a Grottole: una piccola Matera, con abitazioni rupestri ancora usate dagli artigiani locali per la lavorazione della terracotta. Attraversato il Parco delle Piccole Dolomiti Lucane, poi, dalla roccaforte già longobarda del borgo di Vietri, a Est di Potenza, seguendo la SS7 si sale verso Muro Lucano, dove (in località Montagna Grande) si aprono le suggestive Grotte dei Vucculi con tanto di laghetto sotterraneo. Infine, il mare di olivi di Rapolla, tra agriturismi e – sorpresa! – terme. Poco più a Nord, vi attende Melfi e il suo castello da cui contemplare tutta la Storia di questa terra.
» Dove dormire: Terme Di Rapolla

Garda: strada dell’Olio Garda DOP (da Gardone Riviera a Sirmione)

Un olio di lago. Partenza dal Vittoriale, a Gardone Riviera, dal verde dell’immaginifico Orbo Veggente D’Annunzio, puntando verso gli oliveti di San Felice del Benaco e poi salendo al belvedere di  Puegnago, per toccare Polpenazze, Soiano e Padenghe, dove vi attende il superbo Castello che veglia sul confine tra la Valtènesi e la Lugana.  Da qui un declivio fa discendere verso Desenzano, dal pittoresco Vecchio Porto dai tratti rinascimentali. All’altro capo del golfo, Sirmione e la sua spettacolare Rocca sulle acque. Non meno salutari dell’olio, sono le famose terme, note fin dai tempi di Catullo, che qui aveva la sua celebre e romantica villa. Più a Sud, ormai in pieno entroterra, lontano dagli olivi, la Solferino dagli echi risorgimentali.
» Dove dormire: Agriturismo Il Casale Del Lago

Abruzzo: itinerari dell’olio d’Abruzzo (da Montepagano a Notaresco)

Altra produzione spesso passata sotto silenzio, quanto mai ingiustamente è quella abruzzese: meta turistica meno nota, la possiamo scoprire come merita ad esempio abbandonando la balneare Roseto degli Abruzzi, per salire sulle colline della medievale Montepagano e poi dirigerci a Sud verso Atri, arroccata sui calanchi argillosi della sua Riserva Naturale, a custodire tesori archeologici, architettonici e naturalistici. Il Vomano scorre nel fondo valle, sullo sfondo troneggia il Gran Sasso, l’altra tappa è il borgo di Morro d’Oro, da cui raggiungere la meta finale di Notaresco, dove visitare l’Abbazia di San Clemente, segreto capolavoro del romanico, e soprattutto fermarsi per assaggiare un bel piatto di fave. Una fetta di pane casereccio e un filo d’olio DOP: alla vita non chiederete altro.
» Dove dormire: Agriturismo Il Borgo Degli Ulivi