Vacanze di Pasqua, a Siviglia per la Semana Santa

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La Semana Santa di Siviglia è uno degli appuntamenti religiosi più solenni e gioiosi del calendario spagnolo: quest’evento, che si perpetua fin dal XII secolo, attrae un milione di persone da ogni parte d’Europa (credenti e non) per il clima che esplode in città nella settimana (quest’anno dal 24 al 31 marzo) che precede la Pasqua.

Ogni giorno dalla Domenica delle Palme, statue e raffigurazioni sacre sono fatte sfilare in lunghe processioni per le vie della città, partendo da ogni chiesa lungo la Avenida de la Constitucion fino all’arrivo nella Cattedrale di Santa Maria della Sede, la più grande cattedrale gotica al mondo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme alla Giralda. Ogni processione è organizzata da una confraternita (cofradia/hermandad) che porta solitamente due pasos, raffigurazioni della Passione di Cristo, uno dedicato a Gesù e l’altro alla Vergine. I fedeli vestiti da nazarenos e i penitentes scortano le statue sugli altari ondeggianti sostenuti da indomiti costaleros, che seguono il ritmo impartito dal campanello del capataz. Questa scenografia in movimento, la musica delle bande e dei tamburi che scandiscono le processioni, suonando marce molto belle tra cui l’Amargura, creano un’atmosfera indescrivibile, quasi ipnotica: esserci, anche solo per pochi giorni, è un’esperienza memorabile. Che siate credenti oppure no.

Venerdì Santo

Se volete partecipare al momento culminante della Semana Santa, dovete arrivare a Siviglia di giovedì e assistere così nelle prime ore del Venerdì Santo alla Madrugada. Molto prima che l’alba incendi il giorno e le prime luci sveglino la città, alcune tra le confradias più illustri di Siviglia, tra cui la più antica El Silencio, sfilano con veri e propri capolavori dell’antica arte scultoria: le statue della Macarena, di Jesús del Gran Poder, della Esperanza de Triana e il Cristo de Los Gitanos attraversano un fiume di persone raccolte nelle strade, munite di ceri, croci e turiboli per bruciare l’incenso. La sera del Venerdì Santo si conclude con la confradias della Hermandad del Cachorro, che porta in spalla il mistero dell’agonia di Cristo sulla croce. Nonostante il corteo di ogni congregazione parta dalla propria chiesa per seguire un percorso prestabilito, tutte devono comunque attraversare la carrera oficial, che inizia in Calle Campana e termina con l’arrivo alla Cattedrale, per poi rientrare alla chiesa di provenienza, seguendo un itinerario differente da quello dell’andata. Il tutto in un’atmosfera resa ancora più solenne dall’accompagnamento delle saetas, motivi flamenchi che la gente canta dai balconi delle case, che scandiscono i riti e rendono omaggio alle immagini sacre.

Le processioni sono visibili da punti diversi del percorso e a ridosso della carrera oficial sono collocate sedie e palchi. Per questi posti comodi bisogna acquistare un biglietto (si parte dai 67,54 € per Virgen de Los Reyes fino a 758,96 € per Plaza San Francisco!!) contattando il Consiglio Superiore delle Congregazioni e Confraternite attraverso il sito web o telefonando al (+34)902.995.275.

Partecipare a questa festa popolare è una straordinaria occasione per perdersi tra le strade del centro storico tra danze, canti, spettacoli improvvisati, sostare nei tapas bar che restano aperti tutta la notte, tuffarsi nella bulla, la folla di persone che si raccolgono intorno ai cortei. Senza dimenticare la possibilità di assistere a spettacoli di flamenco nei migliori locali della città.

Sabato Santo

Durante la giornata di sabato sono cinque le hermandades che marciano verso la cattedrale per la benedizione delle immagini sacre. In tutte queste processioni il Cristo è raffigurato morto e la Vergine vestita a lutto. La musica scompare quasi totalmente: il silenzio e il lutto dominano tra strade e piazze al passaggio dei pasos. Spiccano le donne con i costumi tradizionali e le voci dei bambini che additano la Canina, ovvero lo scheletro, un paso realizzato nel XVII secolo che raffigura la morte, appartenente alla Confraternita del Santo Sepolcro (Santo Entierro).
Terminata la sfilata della Canina non deve stupire che la gente s’infili ridente e gioiosa nei locali e nelle friggitorie per assaporare una buona cerveza de barril o un tinto de verano con pescaito frito, pavias de bacalao, atun encebollado. Del resto ognuno sa che l’indomani ci sarà una resurrezione.

Mentre partecipate all’atmosfera di festa che pervade la capitale dell’Andalusia, cogliete l’occasione per vedere alcuni dei siti più interessanti della città, come il Municipio (Plaza Nueva 1, Barrio de Santa Cruz), o il Metropol Parasol in Plaza de la Encarnación. La sera, dopo una cena nel caratteristico Corral del Agua (Calle del Agua, 6), unitevi ai sevillanose festeggiate nei locali dei quartieri El Centro o Santa Cruz.

Domenica di Pasqua

Durante il giorno della Resurrezione l’unica confraternita ad attraversare il profumo d’incenso della carrera oficial è l’Hermandad de la Resurreccion, a chiusura della Semana Santa. In quest’ultimo giorno visitate il Real Alcazar e i suoi lussureggianti giardini, a sud della Cattedrale: i palazzi reali da dove imperatori spagnoli e califfi arabi hanno governato la città, sono edifici magnifici, ricchi di decorazioni e colori oltre che di storia. La tariffa per la visita si aggira intorno ai 9,00 €; attenzione all’orario: nel mese di marzo si entra solo fino alle 17.00. Prima di salutare la magnifica città di Siviglia non dimenticate di assaggiare il tipico dolce pasquale, la torrijas, fatto di pane, essenze di fiori, miele e cannella. Un peccato di gola che trova le sue lontane origini nelle feste religiose arabo-ebraiche. Magari facendo una tappa all’informale Casa Morales (Calle García de Vinuesa, 11), dove il cibo è da sempre una vera delizia.

Dove dormire: se siete in pochi scegliete un b&b come il Naranjo in posizione strategica; altrimenti optate per un appartamento in centro a Siviglia, potete trovate diverse valide offerte su Go with Oh.