Ecoturismo in Latemar, tra sogno e realtà

Ecoturismo in LatemarCC Jon Shave

Predazzo, Moena, Forno, Passo Costalunga, Obereggen, Passo Pampeago, Passo Feudo: sono questi i nomi che dovete tenere a mente quando parlate del Latemar, un cerchio di montagne posto a cavaliere tra Trentino ed Alto Adige, le cui cime irte di picchi chiari spiccano, brulle e spettacolari, segnando il confine, tradizionalmente, tra le regioni ladine e quelle germanofone.

Nonostante da lontano possa incutere una comprensibile soggezione, pure il massiccio montuoso è, a sorpresa, accogliente anche con gli escursionisti meno esperti. A meno che non vogliate salire lungo le pareti di roccia con chiodi e cordate, tra i rifugi e i bivacchi più importanti, come il Rifugio Torre di Pisa (cima Cavignon) oppure il Bivacco Sieff (Lastè di Valsorda) o il Bivacco Rigatti (Forcella Grande), si dipanano sentieri affacciati su panorami di incomparabile bellezza, diversi ad ogni scorcio, pur se sempre dominati dal severo Cimon del Latemar, coi suoi imponenti 2842 m.

Natura potente, natura protagonista: passare del tempo tra l’abbraccio del Latemar significa tornare a uno stato primigenio – l’uomo solo con l’ambiente, ritmi antichi, per concentrarsi sull’essenziale bellezza del Creato. Più o meno quello che si prova quando ci si ferma a contemplare le rive del lago di Carezza, soggetto privilegiato di milioni e milioni di foto di viaggiatori, tutte uguali, è vero, ma incredibilmente tutte belle.

Per un’esperienza autentica e ecosostenibile, è stato creato, tra 28 località alpine, il network Alpine Pearls, che riunisce strutture turistiche improntate all’accoglienza di un turismo ecoconsapevole – per farci un’idea, immediata e basilare: sono posti in cui in macchina non ci si arriva o, se anche ci si può arrivare, non c’è bisogno perché gli autobus hanno cadenze serrate o addirittura perché gli albergatori, pur di non farvi inquinare, vi vengono a prendere.

“Ci sono nomi famosi, rinomate località turistiche estive o invernali, ma anche tanti piccoli gioielli tutti da scoprire”, recita il sito ufficiale – e tra questi gioielli non mancano ovviamente quelli di cui è ornata la corona del Latemar.

Prendiamo ad esempio Nova Levante, cuore dolomitico puntualmente tinto di rosa al tramonto, come vuole la leggenda del Re Laurino e dell’enrosadura: da Bolzano, lungo la SS241, che potete serenamente percorrere in torpedone, con la linea Nova Levante-Carezza.

Una volta lì, con la Mobilcard Rosengarten Latemar, potete girare in lungo e in largo per una settimana alla scoperta di Nova Levante e dintorni, sempre usando solo i mezzi pubblici, al prezzo di 12€. Volete andare più lontano? Spendetene 28 e usufruirete dei trasporti pubblici di tutta la Regione!

Per scialare e non farvi mancare nemmeno la cultura (di cui la Regione può offrire interessantissimi mete – una per tutte, il Museo D’arte Contemporanea di Bolzano), prendete la Museummobil Card: oltre a poter utilizzare per 3 o 7 giorni tutti gli autobus e treni dell’Alto Adige, avrete libero accesso a 80 musei della regione.

L’offerta prevede la possibilità di raggiungere impianti sciistici, scuole di equitazione, sentieri per il trekking, centri benessere, sempre e solo con la “mobilità dolce” – cioè senza contribuire a stravolgere l’ambiente intruppandosi ognuno con la propria auto in code interminabili per le strette vie della valle – e non è molto diversa da quanto vi viene proposto sull’altro versante, quello di Ponente – a Obereggen, ad esempio.

Oltre 250 km di sentieri segnati, 3 escursioni settimanali con un’esperta guida alpina, 2 corsi settimanali di nordic walking, pacchetti famiglia e addirittura gite giornaliere in autobus, dal giro delle Dolomiti fino alle gite a Limone e Malcesine sul lago di Garda.

Ognuno si può regolare come meglio crede, diventa così davvero una vacanza su misura, dei propri ritmi e anche delle proprie aspettative; zaino in spalla, scarponi ben legati e via per sentieri, a scoprire erbe e fiori di montagna, se avete l’anima del botanico, o le malghe immerse nel verde dove vi aspettano i tesori della cucina (e delle cantine) sudtirolesi (maggiori informazioni sul Latemar su www.eggental.com).

Quale che sia il taglio che vorrete dare al vostro ecoviaggio, a ogni passo, ogni volta che solleverete lo sguardo, vi riecheggeranno nel cuore queste parole scritte da Dino Buzzati ne Le Montagne di Vetro, nel 1956:

Avvicinatevi, vi prego, esaminate questo spettacolo che senza ombra di dubbio è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga. Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?