Brasilia, la capitale più audace del mondo

BrasiliaCC seier+seier

Patrimonio dell’umanità dell’Unesco quale esempio autorevole di architettura del XX secolo, Brasilia è stata creata nel tempo record di 41 mesi tra il 1956 ed il 1960 dove sorgeva un deserto, “en el medio de la nada” secondo il presidente Juscelino Kubitschek, “JK” che coraggiosamente ne ordinò la costruzione.

Oggetto di aspri giudizi da parte di molti, luogo storico della modernità per altri, è per l’architetto artefice della maggior parte dei suoi edifici, Niemeyer, il tentativo di “utilizzare linee curve e sensuali, le stesse evidenti nelle colline brasiliane, nel corpo della persona amata, nelle nuvole in cielo e nelle onde dell’oceano”. Una città controversa, proprio per questo vale una visita, a maggior ragione se si trova lungo la strada del vostro itinerario in Brasile.

Con un comodo bus notturno da Belo Horizonte raggiungiamo Brasilia, città più adatta alle automobili che ai pedoni, di domenica quando i suoi abitanti fuggono verso Rio o Sao Paolo lasciandola deserta. Camminiamo verso il centro alla ricerca di un alloggio non troppo caro, ma il “centro” è più che altro un concetto. Brasilia ha la forma di un aeroplano, secondo il piano urbanistico realizzato da Lúcio Costa basato sulle teorie di Le Corbusier. Ogni settore è ben delimitato e separa le zone commerciali da quelle industriali o ospedaliere, bancarie, residenziali, destinate queste ultime nelle “ali” della città. L’impatto è abbastanza scioccante.

Troviamo una camera all’Hotel El Pilar  a 2,5 km dalla famosa Esplanada dos Ministérios, posizionata “nella fusoliera” e a soli 700 metri da Shopping Mall Brasilia, dove ci rifugiamo dopo aver camminato per imponenti strade senza semafori nella vana ricerca di un ristorante aperto. Il Mall è un’ancora di salvezza, fresco, pieno di gente, di locali, di vita finalmente.

Per un’emozionante veduta della città, saliamo sulla terrazza panoramica a 75 mt nella Torre della televisione sull’Eixo Monumental. Dall’alto la forma dell’aereo è molto evidente così come immediata è la percezione dei grandi spazi con cui è stata concepita, grazie anche a Roberto Burle Marx suo landscape designer. Il panorama fino al lago Paranoà è spettacolare. Ai piedi della Torre ci intratteniamo nell’animato mercatino dell’artigianato che si tiene ogni domenica.

Brasilia, cosa vedere

CC Joao Vicente

La città è senza alberi, ma offre non lontano dal centro il più grande parco urbano al mondo, che con i suoi 4,2 km2 supera anche Central Park di New York, è Parque da Cidade, uno dei pochi luoghi non dedicato a JK bensì a Sarah, sua moglie. La gente si riversa nel parco per immergersi nella natura tra piscine, chioschi o girovagando in bici e facendo jogging.

Poco lontano (si fa per dire visto che ci spostiamo a piedi) si trova Placa do Cruzeiro con il memoriale a JK con mostre dedicate alla costruzione della capitale. Ed infine ecco una delle chiese più famose, dedicata a San Giovanni Bosco che qui profetizzò la nascita di una città futuristica, lo splendido Santuario Don Bosco caratterizzato da una miriade di finestre blu intenso.

Lunedì Brasilia sembra riemergere dal letargo: negozi aperti, gente ovunque. Prima tappa del nostro itinerario è il capolavoro di Niemeyer, la Catedral Metropolitana dedicata a Nostra Signora Aparecida, una delle principali attrattive con sconvolgenti apostoli in entrata e angeli di alluminio sospesi all’interno.

Pochi isolati ci separano dalla famosissima Praça dos Três Poderes disegnata da Costa e Niemeyer, dove spicca la statua scultura simbolo di Brasilia Os Candangos (guerrieri). I 3 poteri governativi sono rappresentati nella piazza dal potere esecutivo del Palacio do Planalto (ufficio presidenziale), da quello legislativo del Congresso Nacional e da quello giudiziario del Supremo Tribunal Federal. Che dire… Splendidi edifici.

Concludiamo con gli imponenti Palacio da Justica e Palacio di Itamaraty, ministero degli esteri. Quest’ultimo mi ricorda qualcosa… Ho abitato per anni di fronte alla Mondadori di Segrate (MI), espressamente disegnata da Niemeyer ispirandosi a Itamaraty.

Una città irreale Brasilia, cantiere ancora in work in progress dopo altre 50 anni dalla sua inaugurazione nel tentativo di migliorare l’originale piano di Plano Piloto, studiato per 200.000 persone, per accogliere oggi gli oltre 2 milioni di abitanti. Brasilia è senza dubbio uno dei più audaci progetti urbanistici del mondo moderno.