Passaggio a Ternate, il paradiso delle spezie nelle Molucche

Ternate

Di ritorno a Manado da Bunaken, esperienza dall’impatto brusco e sconvolgente, un po’ come passare dal paradiso terrestre ad un inferno di cemento, decidiamo di restare il meno possibile e optiamo per la traversata su una nave locale verso le Molucche.

I vantaggi sono diversi, dal non dover passare un’altra notte nei peggiori bar di Manado, al risparmio rispetto al prendere l’aereo. I tempi di arrivo invece sono piuttosto simili, difatti la traversata del mar delle Molucche richiede 15 ore, l’aereo partendo l’indomani arriverebbe alla stessa ora circa. Proviamo la traversata, nonostante le perplessità mostrate dai locali verso le nostre intenzioni; per un prezzo un po’ più alto è possibile prenotare un letto in cabina, il totale si agira sui 30 euro a persona.

Molucche, in viaggioDopo un’attesa trascorsa in un bar, ci rechiamo verso il traghetto e iniziamo a capire cosa ci aspetta: nave stracarica di merci e persone, ricorda un po’ gli sbarchi di profughi sulle coste italiane, ci tocca fendere la folla per riuscire a salire sulla nave dove una gentilissima signora ci accompagna alle cabine, dei “minuscoli anfratti” con dei lettini a misura di hobbit. Un lusso, da queste parti.

Siamo gli unici stranieri sulla nave, tutti gli altri sono locali, di cui la maggior parte di ritorno verso casa per la festa di fine Ramadan. Dopo un tranquillo iniziale distaccamento da Manado, man mano che ci addentriamo nel Mar delle Molucche la tempesta imperversa e la nave comincia a ballare e imbarcare acqua. Fino ad arrivare al punto clou, che durerà diverse ore: onde giganti che letteralmente fanno saltare su e giù la nave, con degli schiaffi potentissimi di acqua e persone che stanno male in tutta la nave. La domanda che ci passa per la testa è: sopravviveremo? La risposta a questa domanda ce l’abbiamo dopo qualche ora di puro terrore, quando le cose si calmano e ci avviciniamo alle Molucche. Racconto questo perché la traversata del Mar delle Molucche è un’esperienza unica, ma sono necessari stomaco di ferro e forte spirito d’avventura per affrontarla.

TernatePiù o meno sconvolti arriviamo all’isola di Ternate che si presenta tutt’altro che turistica. Siamo tra i pochi a girare per la seconda isola più importante delle Molucche e l’avvicinarsi della fine del Ramadan non aiuta.

La prendiamo così come viene, alloggiando al Puri Azzali (Jl Mononutu 275 Kalumpong Kota Ternate; tel: +62.921.21959), un hotel a conduzione familiare dallo stile minimal con camere pulite e un servizio non proprio a misura di cliente. Con calma prepariamo i tre giorni a disposizione che ci rimangono prima del volo per Jakarta.

1 giorno. Lo trascorriamo passeggiando un po’ casualmente per la città, tra le sue casette, i mercatini e il lungomare. Vista la totale assenza di trasporti, la sera concordiamo con il ragazzo del Puri per farci accompagnare in collina per una cena al Floridas (Jl. Raya Ngade / Laguna), rinomato ristorante con vista sull’isola e dove spicca la presenza di decine di lucciole ad illuminare l’oscurità. Il Ramadan rende la cena basica, il pesce è molto buono.

2 giorno. Ci accordiamo ancora con il ragazzo del Puri perché ci accompagni nel giro di tutta l’isola. Per farlo l’unica strada è quella di 50 km che cinge Ternate, quindi fattibile in giornata. L’itinerario è molto affascinante, attraversiamo paesi fatti di capanne, entriamo in una zona di Ternate cancellata dall’eruzione del vulcano dove la lava ha formato una specie di museo all’aperto, visitiamo i fortini Kalamata e Oranye, a testimonianza dell’occupazione straniera e dell’interesse elevatissimo per quest’area da sempre al centro dell’attenzione per il commercio di spezie, passeggiamo in una zona balneare dove si può fare il bagno e pensare tranquillamente di passare una giornata, fino ad arrivare al lago Besar, questo buco nell’isola a forma di cono vulcanico che la leggenda dice infestato di coccodrilli bianchi, white crocodile. Ternate, isola delle spezieE’ davvero impressionante questo luogo e si percepisce una magia che è quasi maledizione. Una delle cose più spettacolari del giro sono i tanti teli disseminati per terra lungo la strada con le spezie ad asciugare al sole. E un odore intensissimo di chiodi di garofano.

3 giorno. Ce la prendiamo con molta calma e nel pomeriggio passeggiamo per Kota Ternate fino alla residenza del Sultano, tutt’ora centro del Sultanato: il palazzo e i giardini sono poco curati e un po’ lasciati andare. Facciamo un altro giro per i mercatini e la sera ci prepariamo per la festa di fine Ramadan, uno spettacolo. Processioni di centinaia di macchine, moto, camion con casse che sparano musica religiosa a tutto volume, tutti in movimento, compiono il giro dell’isola in processione per celebrare la fine del digiuno. Assistere a questa manifestazione così rumorosa e festosa nella notte che unisce tutti, dai più grandi ai più piccoli, è ipnotico. In quest’isola, dove la religione islamica scandisce il tempo e la vita di quasi tutti gli abitanti, abbiamo l’opportunità di toccare con mano qualcosa di davvero lontano dalle nostre usanze e tradizioni.