Sicilia d’inverno, tra tradizioni popolari e peccati di gola

Natale in SiciliaCC Leandro Neumann Ciuffo

Magari ci sarà poca neve e il panorama non sarà il solito da iconografia classica natalizia, con casette immerse nel bianco, Babbi Natale paciocconi, slitte, renne, atmosfera lappone e immaginario anglosassone; ma nel cuore del Mediterraneo i profumi e i colori del Natale non vi faranno rimpiangere niente – anzi: l’aria della Sicilia e le sue tradizioni secolari aggiungeranno magia alla magia e alla fine vi sembrerà che il solo vero Natale è quello che si celebra qui. E poi chi l’ha detto che in Sicilia non nevica?

L’unico problema è scegliere dove andare: le festività invernali favoriscono il fiorire di una pletora di iniziative e tra mercatini, presepi viventi, processioni e cenoni ci sarebbe da percorrere in lungo e in largo tutta l’isola senza fermarsi mai.

Per cui, l’unico vero criterio è quello casuale del vostro estro: qui possiamo darvi solo alcuni suggerimenti – parziali e assolutamente lacunosi, sappiatelo fin da subito.

Scontenteremo tutti, pazienza – ma  almeno vi diamo l’idea per uno tra i regali più belli  che possiate farvi, per queste feste: un viaggio in Sicilia.

Natale in Sicilia

Andate a Palermo dal 1° Dicembre fino al 6 Gennaio, tutte le vie del centro storico ospitano un presepe artistico, collegando le tappe di un ghiotto itinerario enogastronomico, dove vi perderete come in un lungo pranzo di Natale, con tanti saluti alla dieta e al colesterolo. Ma troverete statuine e stelle di cartone qua e là per tutte le province: ad esempio, tra i carruggi di Caltagirone; o ad Acireale dove nella Chiesetta della Neve potrete ammirare lo storico presepe del 1700 ancora perfettamente conservato; o a Castelvetrano dove fa bella mostra di sé il grande Presepe Meccanico; a Catania, il presepe in pasta del ‘700 del Barone Scammacca; capolavori barocchi a Noto, Ispica, a Scicli, a Ragusa

Stando alla tradizione, il “vero” presepe, quello originale così come fu inventato da San Francesco in quel di Gubbio ai suoi tempi: ne trovate a Sutera (nell’antico oppidum di Rabato), ad Aci Sant’Antonio (Presepe degli Antichi Mestieri), a Ravanusa (tra le viuzze del quartiere San Michele), ad Agira (nell’area del castello medievale), a Calatafimi (a Li Ficareddi), nelle grotte a Custonaci, a Monterosso Almo con insolita ambientazione anni ’50, a Montalbano Eliconatra i vicoli dell’antico borgo…

Se vi piacciono gli zampognari, in particolare, a Erice c’è addirittura il festival “La Zampogna d’oro”: vi suonerà strano, ma sappiate che ci vengono da tutta Italia.

Capodanno in Sicilia

Tra i veglioni, i concerti e le varie feste che animano ogni angolo della Sicilia a Capodanno, suggeriamo una tradizione popolare sopravvissuta nei secoli, quella de “’A vecchia” di Gratteri. La vecchia in questione non è altro che la Befana che vive nella grotta Grattara che, si narra, l’ultimo dell’anno a dorso di un asino raggiunge le case degli abitanti, si cala dal comignolo e riempie la calza di dolci o carbone. La notte di Capodanno, alla mezzanotte, un corteo in costume accompagna la vecchia sull’asino al suon di corni e campanacci, dalla grotta attraverso la pineta tutta illuminata fino alla piazza della città.

Epifania in Sicilia

Per i bambini, Befana e Re Magi. E appendice di regali, crisi permettendo. Ma anche qualcosa di molto originale e difficilmente trovabile altrove. Curiosa ad esempio una tradizione sopravvissuta in alcuni paesi come Piana degli Albanesi, Mezzojuso, Contessa Entellina e Palazzo Adriano: più che l’arrivo dei Magi, qui si celebra (e si rievoca) il Battesimo di Gesù, tradizione tramandata dalle antiche comunità albanesi. Con variazioni a seconda del paese, ci sono alcune costanti: una vasca piena d’acqua, in chiesa o in piazza, una croce che viene immersa per tre volte e una colomba liberata in volo alla fine del rito. Dopodiché festa per tutti. A Bordonaro invece il 6 Gennaio viene allestito U’ Pagghiaru, una pertica di nove metri circa, rivestita di verghe, fogliame ed agrumi, ciambelle e cotone, sulla cui cima vi è una croce alta due metri, anch’essa addobbata con frutta, nastri, ciambelle e forme di pane – variante mediterranea dell’albero di Natale, importata dall’Armenia nel XI secolo.

Naturalmente i Re Magi arrivano anche in Sicilia, ci mancherebbe! Eccoli a Mussomeli, in carne ed ossa, puntuali sui loro cavalli, a portar regali ai bambini del posto; ad Aciplatani, a sfilare per le vie del borgo in abiti storici, parte di una Sacra Rappresentazione corale che comprende tutti i personaggi della Natività; a Gagliano Castelferrato; a Canicattì ospiti d’onore de La Festa di Li Tri Re.

Dulcis in fundo, i dolci: la cucina siciliana non ha bisogno né di presentazioni né di elogi (che non saranno mai abbastanza) – ricordiamo soltanto, con l’acquolina alla bocca, qualche capolavoro culinario tradizionale, come la Cuccìa di Santa Lucia che inaugura il mese di leccornie con un tripudio di canditi, ricotta, pistacchi mandorle miele eccetera; o l’immancabile Cassata, tra pan di spagna, glassa di zucchero e crema di cannoli; il Buccellato, il Torrone alla scorza di cedro, l’Aranciata di Modica e i dolcetti ai fichi, di antichissima tradizione.

Approfittatene, perché come dice un proverbio di qua:

Duoppo Natali, lu friddu e la fami