Visitare Padova: Giotto e la Basilica di Sant’Antonio

Visitare Padova

Padova è una città ricca di storia, arte e cultura, spesso sottovalutata. Eppure per visitare tutte le sue meraviglie ci vorrebbe un intero anno, godendosi il refrigerio sotto i lunghi portici d’estate o ristorandosi con uno spritz nelle deliziose osterie nascoste tra le viuzze d’inverno. Se avete però un sol giorno a disposizione, non ci sono dubbi: i due colossi da non perdere sono certamente la spettacolare Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto e la Basilica del Santo, meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. Per chi si trova, dunque, per la prima volta a visitarla ecco un itinerario che vi farà assaggiare la grande città universitaria. Poi vorrete tornarci più volte, per fare una scorpacciata di tutto il resto.

Visitare Padova

© Leandro Neumann Ciuffo

Prima di partire. É necessario prenotare la visita alla Cappella degli Scrovegni per tempo, vista la grande affluenza e la possibilità d’ingresso di 25 persone  alla volta. Il modo più semplice è quello della prenotazione online oppure tramite call center (+39.049.2010020). Il biglietto da l’accesso anche al Museo degli Eremitani e a Palazzo Zuckermann, non è rimborsabile (14,00 € con prevendita) e per la cappella è tassativamente legato alla fascia oraria di prenotazione. Per questo itinerario, la visita è stata fissata per le 13.40. In primavera ed estate le visite sono possibili anche di sera, nell’ambito di Giotto sotto le stelle.

Una mattina a Padova

ore 10Ore 10. Partendo da Piazza degli Eremitani ci fermiamo davanti all’austera facciata della Chiesa degli Eremitani, restaurata significativamente dopo il bombardamento aereo subito nel ‘44. Entrando scopriamo un’unica navata molto ampia e un semplice e movimentato soffitto ligneo, mentre al fondo il presbiterio è affiancato dall’ingresso di due cappelle: quella dei Sanguinacci e la Dotto. Nella Cappella Ovetari si possono ammirare i pochi resti degli affreschi del Mantegna. Usciti dalla chiesa ci dirigiamo verso l’area dell’Arena dove convivono I Musei Civici, la Cappella affrescata da Giotto e i Giardini dell’Arena, in cui d’estate si può oziare distesi sull’erba. Ritiriamo con la prenotazione il nostro ticket alla biglietteria dei musei civici (quest’operazione deve essere fatta almeno un’ora prima della visita) per poi dedicarci al Museo degli Eremitani, che comprende diversi ambienti, all’interno dei chiostri dell’ex convento dei frati. Al pian terreno troviamo il museo archeologico: bellissimi i mosaici romani esposti sui pavimenti o a rastrelliera. Salendo al primo piano visitiamo le sale d’arte medievale e moderna con una pinacoteca davvero straordinaria, che ricopre il periodo dal ‘300 al ‘700: oltre ad opere di Tiziano, Giorgione, Guariento e di altri straordinari artisti italiani, abbiamo il nostro primo approccio con Giotto. Il crocifisso in legno, proveniente dalla Cappella, dipinto da entrambi i lati, è un’opera unica, spirituale e potente.

ore 12Ore 12. C’è tempo per un veloce spuntino nel bar all’interno del museo prima di raggiungre la sala multimediale della Cappella degli Scrovegni. È davvero molto utile per comprendere la storia del monumento e la complessa opera di Giotto.

ore 13Ore 13. Arrivati all’ingresso della cappella, si attende il proprio turno guardando un video esplicativo. Poi, ecco la magia. Solo quindici minuti, perciò usateli bene: l’accelerazione del battito cardiaco sarà immediata entrando all’interno e trovandosi circondati dagli affreschi. Dopo i primi attimi di meraviglia, ricordate il percorso esplicativo nella sala multimediale, se volete seguire la narrazione in modo sistematico. Altrimenti seguite il vostro stupore. Il soffitto trapuntato di stelle, le pareti con i tre registri raffiguranti le vicende di Gioacchino, della Vergine e di Cristo, le nicchie con i Vizi e le Virtù… E l’imponente Giudizio Universale. Raccontarlo è poca cosa, solo vedendolo di persona si comprende come questo capolavoro sia a ragione uno dei più straordinari e rivoluzionari capolavori dell’arte medievale.

La nostra scelta a Padova: B&B Casa Mario, per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e per la vicinanza alla stazione.

Un pomeriggio a Padova

ore 14Ore 14. Appena usciti raggiungiamo Corso Garibaldi, imbocchiamo dopo 200 mt. sulla sinistra via San Fermo e proseguiamo verso il centro fino a via 8 Febbraio: tappa, lo storico Caffè Pedrocchi, chiamato per molti anni dai Padovani caffè senza porte visto che fino al 1916 il locale rimaneva aperto sempre, anche durante la notte. Antico luogo di incontro di studenti, artisti e famosi letterati, questa splendida architettura neoclassica a due piani racconta al suo interno, grazie alle tante sale dai nomi colorati e ai cimeli, la storia della città. Oggi come allora potete godere dell’ottima cucina del ristorante – se è stagione, cedete alle tagliatelle al caffè Pedrocchi e gamberoni e viziatevi con lo Zabaione di Stendhal – oppure optare per una pausa più veloce al bar, finendo sempre con una delle celebri preparazioni al caffè.

Caffè Pedrocchi

© Alessandra Madella

ore 15Ore 15. Siamo nel cuore di Padova, quindi prima di puntare alla Basilica del Santo, continuiamo a saziarci di bellezza camminando per il centro. Dal Caffè arriviamo velocemente all’incantevole Piazza dei Frutti e ammiriamo il monumentale Palazzo della Ragione, antica sede dei tribunali cittadini, girandoci attorno arriviamo a Piazza delle Erbe, una delle più suggestive di Padova, con il suo caratteristico mercato e le botteghe sotto i portici dell’edificio civile. Raggiungiamo la Riviera Tito Livio, costeggiando Palazzo del Bo, per raggiungere la Piazza del Santo in circa 15 minuti di passeggiata. Arriviamo al sagrato, affollato di piccioni, e la vista è subito catturata dal Santo, come i Padovani chiamano la Basilica di Sant’Antonio. Il monumento equestre di Donatello quasi si perde. La chiesa ha il titolo di basilica papale e custodisce le reliquie di Sant’Antonio da Padova, venerato da moltitudini di fedeli nei continui pellegrinaggi durante tutto l’anno. L’architettura esterna è al contempo gotica e romana, le cupole in evidente stile bizantino. L’interno è ricchissimo, composto da diversi ambienti e cappelle, tra cui quella delle reliquie. La sala del capitolo originariamente era decorata con un ciclo d’affreschi attribuiti a Giotto, di cui rimangono poche tracce. I quattro i chiostri, i soffitti, i pilastri e i monumenti funerari sono solo alcuni degli elementi che rendono artisticamente preziosa e unica la Basilica.

ore 17Ore 17. Spostandoci in direzione sud-ovest prendendo via dell’Orto Botanico, facciamo una breve sosta in Prato della Valle: tanti anni fa era più verde ed era meraviglioso trascorrerci i pomeriggi. Rimane sempre una splendida piazza ellittica, con un anello d’acqua all’interno ornato da un doppio giro di statue, su cui si affacciano diversi edifici storici e la Basilica di Santa Giustina. Ritorniamo verso la zona dell’Arena godendoci le vie pedonali del centro sotto i portici imboccando Via Umberto I. Siamo tornati al punto di partenza, per chiudere la nostra visita con Palazzo Zuckermann, situato di fronte all’Arena dal lato opposto di Corso Garibaldi. L’edificio di tipo ottocentesco, custodisce il Museo di Arti applicate e decorative e il Museo Bottacin.

Come arrivare a Padova. Dall’autostrada A4 per Venezia, uscire a Padova Ovest, e poi seguire in direzione Fiera/Stazione. Arrivando in treno per raggiungere i Musei Civici, la Cappella degli Scrovegni e Palazzo Zuckermann, dalla stazione ferroviaria si prende l’autobus (3-8-10-12; nei giorni festivi 32 o 42).

Info utili. Per chi si ferma almeno due giorni in città, è conveniente munirsi della Padova card (16 € – 21,00 € per tre giorni), vero e proprio lasciapassare per i principali luoghi d’interesse della città, tra cui quelli citati in questo articolo.