Viaggio in Indonesia, da Bali alle Molucche in tre settimane

Banjarmasin

Tappe del viaggio: Bali – Parco Nazionale di Tanjung Puting (Borneo) – Bunaken (Sulawesi) – Ternate (Molucche) – Jakarta

Il tour

Per chi ha un mese di vacanza e vuole spremerlo fino all’ultima goccia, per quelli che hanno solo tre settimane, ma anche per chi ha tre mesi a disposizione. Per quelli che hanno la possibilità di partire solo ad Agosto e cercano dei luoghi dove fare incontri interessanti ma con degli spazi anche per momenti di grande tranquillità. Un itinerario che attraversa una delle più grandi nazioni al mondo (e viste le distanze comprende diversi voli interni). Si parte dal luogo più noto e visitato dell’Indonesia, Bali, terra di Surf, Induismo e grandi feste all’occidentale, per poi passare all’isolamento tra i più affascinanti al mondo nella foresta del Borneo; si va alle barriere coralline considerate le più belle di tutta l’Asia, a Bunaken, piccola isola a nord di Sulawesi, e si arriva alle Molucche, terra sconosciuta dagli antichi fasti. Si conclude a Giacarta (Jakarta), immensa e trafficatissima megalopoli.

Costi e organizzazione

Bisogna mettere in conto il lungo volo che sfiora i 900 euro. Se preso in anticipo anche di meno, all’ultimo qualcosa in più. Poi ci sono i voli interni, difatti sarebbe impossibile spostarsi tra un’isola e un’altra via terra, se non con tempi di percorrenza di settimane quando non mesi. I voli interni hanno anche il vantaggio di essere economici, possono costare 20/30 euro fino a 100, dipende dai km, oltre che da quanto prima prendete i biglietti. Un consiglio è di non prenotare le tratte interne in anticipo, a meno di casi eccezionali i voli si trovano anche a qualche giorno di distanza ed è veramente complicato prevedere tutte le tappe: quasi ogni isola conta più punti di arrivo e di partenza. In Indonesia la vita non è per niente cara, spenderete davvero poco. I costi maggiori potreste incontrarli nell’organizzazione di qualche tour (per esempio nel Borneo) e negli spostamenti.

viaggio in Indonesia

L’Indonesia è un paese con 250 milioni di abitanti, è la nazione con più musulmani al mondo, è uno stato moderno e molto tollerante. Le persone sono aperte, gentili e molto disponibili. L’età media è molto giovane, 26, 27 anni, e il numero di isole infinito: quasi 20.000. E’ un continente, infatti oltre ai luoghi indicati nell’itinerario contiene altri mille mondi che vanno dai vulcani alle montagne alle isole a valli incantate. Si dice che chi si reca in Indonesia difficilmente non ci torna altre volte. Le risorse del paese sono illimitate, e così i suoi problemi, tra cui la deforestazione e l’inquinamento. Non ci metterete molto ad accorgervi che il Paese ha un grande problema coi rifiuti, gettati agli angoli delle strade, nella natura, nei fiumi, in mare.

Il periodo migliore per andarci è durante la stagione secca, da maggio a settembre, il resto è stagione umida e sarà più probabile andiate incontro a diluvi frequenti e poco gentili. La grandezza del Paese fa sì che dipenda anche molto dalla zona dove siete.

Prima di partire, da leggere e da vedere

L’Indonesia è un paese di cui si parla poco in Italia ed è molto lontano anche come percezione e cultura. Non è difficile però trovare buone cose da leggere prima di partire: premesso che se scegliete Salgari e Le avventure di Sandokan state leggendo di Malesia e non di Indonesia, sono almeno tre i testi consigliati: Culture dell’Indonesia di Pietro Scarduelli (Sellerio, Palermo 2009) che fa un ritratto dettagliato di cinque delle culture più interessanti dell’arcipelago indonesiano; Un impero dell’Est: viaggi in Indonesia di Norman Lewis (Feltrinelli ‘Traveller’, Milano 1994), cronaca dell’itinerario compiuto dall’autore nei punti caldi e controversi dello stato indonesiano; Una casa a Bali di Colin McPhee (Neri Pozza, Vicenza 2003) è un libro degli anni 30′ ma ancora molto attuale e racconta l’esperienza dell’autore e il suo arrivo a Bali attirato dalla bellezza della musica gamelan. E’ un ritratto impareggiabile di un mondo ora definitivamente scomparso, ma che molto dice di una delle isole più desiderate dagli occidentali.

Il cinema indonesiano invece è davvero difficile da rintracciare da questa parte del mondo, nonostante sia un cinema che sta fiorendo e si sta sviluppando e dal 1998 ospita il Jakarta International Film Festival (JiFFest). Uno dei film più celebri e il primo ad aver partecipato al festival di Cannes è Tjoet Nja’ Dhien, il racconto della vita della guerrigliera di Aceh. Curiosità: l’Indonesia (Sumatra) è il luogo dove parte il cinico manager Fred Wilson alla ricerca di Skull Island, l’isola nelle nebbie dove si troverebbe Kong Kong nel film del 1976.

Il viaggio continua… Alla scoperta della famosa isola di Bali con le sue contraddizioni ➔