Kruger National Park, la riserva più grande del Sudafrica

Kruger National Park - Sudafrica

Il Kruger National Park è la riserva naturale più ampia del Sudafrica e una delle più interessanti. Deve il nome al capo afrikaner Paul Kruger, leader della resistenza contro il governo britannico.

Decidiamo di dedicare ben 5 giorni del nostro viaggio in Sudafrica a questo bellissimo parco grande come Israele (2 milioni di ettari, 350 km da nord a sud e 67 da est a ovest). Gireremo il parco in lungo e in largo, dalla savana della zona centrale e i boschi di acacie e sicomori del sud, al bush selvaggio disseminato di baobab del nord.

Informazioni utili per visitare il Kruger

Kruger National ParkIl turista ‘fai da te’ di solito raggiunge il Kruger con la propria auto con la quale può liberamente muoversi all’interno del parco. Le strade sono buone, molte asfaltate ma anche quelle sterrate sono facilmente percorribili. Per chi non dispone di auto propria ho notato varie pubblicità della Nomadtours che a tariffe contenute propone varie escursioni da Johannesburg, anche di 4 giorni con 2 pernottamenti in tenda al Kruger (circa 4000 Rand tutto compreso).

I restcamps all’interno del parco non sono eccessivamente cari e offrono bungalows e soluzioni camping. Inoltre organizzano escursioni in jeep scoperte con ranger preparati e attenti a stanare i big 5 (per circa 190 Rand a persona). Ricordatevi di prenotare soprattutto nei periodi di alta stagione. Noi ci siamo mossi pochi giorni prima prenotando tramite Sanparks. Generalmente più care ed eleganti sono le riserve private ai bordi del parco, alcune davvero splendide.
Tenete da conto che ai costi menzionati va aggiunta la “daily conservation fee del Kruger” di 192 Rand a persona a notte. E il cannocchiale è d’obbligo!

Tour di 4 giorni nel Kruger National Park

Kruger National Park: 1° giorno

E’ passata da poco l’alba quando entriamo nel Kruger da Phalaborwa Gate e c’è già la fila per registrare l’auto ed esibire i documenti. Il primo incontro è di buon auspicio, un leone cammina tranquillo tra le auto ai bordi della strada. Ci aspettano 230 km per raggiungere entro sera il Punda Maria Restcamp, in posizione deliziosa vicino al Monte Dimbo con bungalow essenziali e un piccolo ristorante. Non abbiamo perciò il tempo per deviare nei sentieri sterrati, ma ci rendiamo subito conto che anche rimanendo sulla via principale è facile imbattersi in zebre, elefanti, giraffe o impala, gnu e antilopi. Di animali ne vedremo tantissimi, anche se non in mandrie che si spostano numerose a perdita d’occhio, emozionanti ricordi di safari in Kenya e Tanzania. E’ estate e la vegetazione rigogliosa tende a nascondere la fauna. Ci fermiamo dopo circa 60 km al Letaba Restcamp per fare colazione nella bella terrazza che si affaccia con viste spettacolari sul fiume omonimo e da dove avvistiamo degli elefanti che fanno il bagno.

Kruger National Park - Sudafrica

Kruger National Park: 2° giorno

La zona nord fino a Pafuri Gate è famosa per il birdwatching con oltre 500 specie. Non siamo degli esperti ma restiamo delusi da quanto riusciamo a vedere nel safari di 3 ore. Decidiamo perciò di trascorrere il resto della giornata visitando uno dei siti storici più famosi del Kruger, le rovine del regno di Thulamela, risalente all’età del ferro. Ci guidano nel cammino per un sentiero deserto e assolato 2 ranger armati di fucile. Prima di raggiungere la sommità delle rovine, ci sediamo ad ascoltare il racconto della guida all’ombra di un gigantesco baobab che dovrebbe avere 4000 anni. Poco è rimasto della città se non le antiche mura ben ricostruite tra le quali gli archeologi hanno recentemente scoperto le tombe di un re che vi regnò nel 1400 e di una regina, ma tanto ancora resta nascosto nella profondità di questa terra. Dall’alto il suggestivo panorama si perde all’orizzonte tra fitte foreste di giganteschi baobab.

Kruger National Park: 3° giorno

Lasciamo il Punda Maria per percorrere i 250 km che ci separano dal Satara Restcamp verso sud, 5 ore alle quali aggiungere le numerose soste e così partiamo prima dell’alba per avere il tempo di fermarci nei punti panoramici segnalati lungo il percorso. Improvvisamente ci troviamo davanti una mandria di elefanti. Si avvicinano toccando con le proboscidi finestrini e carrozzeria dell’auto, sventolando le grandi orecchie davanti ai nostri occhi. Sorridiamo per l’inatteso spettacolo e per la tensione, sono tanti, enormi e molto vicini. Ma eccoci al Satara sull’Olifants River, zona particolarmente apprezzata dai leoni che incontreremo numerosi. Girovaghiamo con la nostra auto, evitando le ore più calde quando anche gli animali restano nella boscaglia. Siamo ormai vicini al Satara quando una enorme mandria di bufali ci blocca il passaggio, spegniamo il motore tenendo le luci accese. Contrariamente a quanto si pensi, sono tra gli animali più pericolosi e imprevedibili, attaccano senza preavviso; il capobranco ci osserva per tutto il tempo indeciso sul da farsi. Cala il buio, ormai possiamo vedere solo le luci degli innumerevoli occhi intorno a noi e abbiamo timore, l’attesa che si apra un piccolo varco tra quella moltitudine ci sembra infinita, e quando finalmente possiamo passare e raggiungere il Satara, il gate è ormai chiuso (al Kruger c’è sempre un coprifuoco da rispettare). La multa da pagare è salata.

Kruger National Park: 4° giorno

Usciamo ancora un paio di volte con i ranger nelle grandi jeep aperte per il morning drive che vale la levataccia (ci si alza prima delle 4) ed il sunset drive la sera, quando solo le jeep sono autorizzate ad uscire. Essere tra i primi sulle strade è una garanzia per avvistare gli animali e con un pizzico di fortuna riusciamo a vedere praticamente tutti gli animali della savana a eccezione del leopardo.

Kruger National Park: 5° giorno

4 giorni sono volati e lasciamo il Satara per il nostro ultimo safari nel Kruger lungo i 160 km fino alla Malelane Gate, uscita all’estremo sud del parco in direzione Swaziland. Le auto non hanno ancora disturbato gli animali che nella notte si sono impadroniti delle strade e di fronte a noi un paio di splendidi ghepardi ci guardano stesi sull’asfalto, prima di sparire definitivamente nella foresta. Al Kruger ogni giorno è un’avventura e non si sa mai cosa si può trovare…

Kruger National Park - Zebre

Il viaggio di Carla continua. Prossima tappa il reame dello Swaziland, nazione in miniatura ➔