Asiago, tre giorni sull’altopiano

ALTOPIANO di ASIAGO

Il vasto altopiano di Asiago si sviluppa in provincia di Vicenza tra i fiumi Astico e Brenta. Ha una storia di oltre cinque secoli che racconta di una terra una volta sommersa dall’acqua, su cui si sono combattute battaglie e si sono succeduti popoli di cui ancora oggi si ritrovano, visibili, i segni. La bellezza dei panorami e la capacità di questo territorio di trattenere il proprio passato e restituirlo agli occhi del presente lo ha reso un posto di inestimabile bellezza da  conoscere e salvaguardare. Avendo a disposizione tre giorni, scegliamo come prima tappa Asiago, il comune più noto e grande dei sette (gli altri sono Rotzo, Roana, Gallio, Foza, Enego, Lusiana e Conco), per proseguire poi con un assaggio di Roana e Lusiana.

1° GIORNO: ASIAGO STORICO-CULTURALE

Asiago può essere considerata a buon diritto il capoluogo dell’altopiano. Promossa al ruolo di città nel 1924 con un Decreto Regio firmato dal Re Vittorio Emanuele III, è la più piccola perla d’Italia e vanta una popolazione di soli 7000 abitanti. Ha un aspetto elegante che si caratterizza da un centro storico curato e ben presentato sia architettonicamente che sul piano dei servizi. Passeggiando tra le sue strade sempre con il naso rivolto verso l’alto e lo sguardo che punta lontano, è interessante entrare a dare un’occhiata al Duomo di San Matteo, basilica dedicata al patrono della città: San Matteo Apostolo. Oggetto di molteplici distruzioni e ricostruzioni nel corso dei secoli, la chiesa è stata costruita in stile neoclassico e reca una facciata in marmo rosso di Asiago mentre, al suo interno, conserva ricchi contenuti artistici e opere di grande valore. Di grande pregio l’enorme organo a 3600 canne e l’antica meridiana ricollocata nel 2003 al suo posto originario.

Di interesse culturale è il Museo Le Carceri, che dagli anni 70 smette di svolgere la sua funzione originaria. Inizialmente ripensato come ospizio comunale, cosa che ne avrebbe determinato lo sconvolgimento architettonico, l’edificio è diventato un museo alla fine degli anni 80, ospitando di volta in volta mostre temporanee. In ultimo, e per concludere la giornata, apre ai turisti le sue magiche porte il Villaggio degli Gnomi, in località Poslen, a pochi minuti dal centro di Asiago. Grazie al supporto delle guide, si può fare una passeggiata da favola nel bosco dove pare vivano queste fantastiche piccole creature: visitare per credere e per scoprire di essere ancora bambini. Accanto al Villaggio sorge l’Hotel Da Barba, dove riposare la notte prima di prepararsi alla lunga e atletica seconda giornata di viaggio.

2° GIORNO: ASIAGO SPORTIVA

Il totale sconvolgimento del territorio in seguito alle numerose battaglie che si sono combattute sul territorio dell’altopiano, ultima delle quali la Prima Guerra Mondiale, ha causato trasformazioni profonde tanto da lasciare segni evidenti come fortificazioni, resti delle cittadelle militari, trincee, postazioni e cimiteri di guerra, oggi visitabili liberamente. Se si aggiunge a tutto ciò la grande varietà di scorci paesaggistici, risulta evidente come il territorio intorno ad Asiago si presti ad una visita sportiva in tutte le stagioni. Nei periodi più caldi si può decidere di visitarla a piedi, alla scoperta di località impossibili da raggiungere altrimenti, o in bicicletta grazie al Team Biketrekking che propone itinerari di varia difficoltà guidati da persone diplomate.

Anche la stagione invernale consente di scoprire il lato scenografico della località e di tutti i comuni dell’altopiano, con i suoi 500 km di piste da sci di fondo ed enormi spazi tra le montagne per lunghe passeggiate a cavallo sulla neve. Numerosi atleti internazionali svolgono abitualmente i loro allenamenti sull’altipiano di Asiago, che in quanto a offerta, servizi e cultura sportiva è per lo sci nordico quello che la Val Gardena rappresenta per lo sci alpino.

Lusiana

CC alberto r. motterle

3° GIORNO: ROANA E LUSIANA

Impossibile visitare in un fine settimana tutti e sette i comuni dell’altopiano, concentriamo quindi l’attenzione su Roana e Lusiana. Fermandosi mezza giornata nella prima delle due località, è quasi doveroso posare lo sguardo sulle centinaia di incisioni rupestri di uno dei più importanti siti italiani del genere. Grotte, voragini naturali e cave si possono trovare ovunque e visitare gratuitamente mentre ci si dirige al Museo dei Cuchi. Unico nel suo genere, in Italia e nel mondo, il museo dei fischietti in terracotta è nato nel 1987 dalla passione di Gianfranco Valente e unisce nelle sue sale oltre 10.000 pezzi coloratissimi provenienti da ogni parte del mondo che danno sfoggio popolare di sé il 25 aprile in occasione della Sagra dei Cuchi di Canove di Roana.

In ultimo consigliamo di terminare il viaggio al bellissimo e originale Parco del Sojo di Lusiana. Un percorso di tre chilometri che mette in mostra 60 installazioni in una visita lunga circa due ore. Il parco, situato al margine meridionale dell’altopiano di Asiago, nasce come proposta innovativa per valorizzare l’area. Il Sojo è uno sperone roccioso la cui fisionomia è caratterizzata da grotte, pozze d’acqua e alberi secolari. Già bellissimo per la rigogliosa natura che vi fiorisce, il Parco è costellato di installazioni scultoree costruite con i materiali più diversi, molti dei quali ricavati da materie prime estratte dall’area in cui sono esposte. E quando sarete stanchi di camminare, potrete trovare ristoro e un pasto caldo con prodotti tipici presso il Ristorante La valle dei mulini, dove otterrete uno sconto presentando il biglietto d’ingresso al Parco.

Dove dormire: Meltar Boutique Hotel.