Sardegna da scoprire: Dorgali e Gola del Gorroppu

Sardegna, Gola del GorroppuSardegna, Gola del Gorroppu - Foto di Claudia Zedda

Dorgali è essenza di Ogliastra, pietra forte che si tuffa a picco sul mare di cristallo, ma anche entroterra impervio che ancora oggi richiede fiato e coraggio per essere raggiunto. Per questo e per altri mille e un motivo la mia escursione a Dorgali è stata di ricca di emozioni e gusti: per dirla in una parola appagante.

Abbandonata la SS 131 che ti consente di raggiungere la cittadina da Cagliari in meno di due ore e mezza, il paesaggio cambia improvvisamente. Le strade tirate con il righello ti salutano e le protagoniste diventano curve morbide che salgono lentamente di quota. In lontananza lo puoi vedere fin da subito un frammento di Gennargentu che ti guarda imperioso, più bello e austero d’inverno che d’estate.  Lo sguardo che ti lancia è di sfida, ma io non ti consiglio di raccoglierla: lui ha sempre la meglio!

Gola del Gorroppu

Gola del Gorroppu - Foto di Claudia Zedda

Sono le otto di un sabato mattina di fine settembre quando raggiungo via Lamarmora, la direttrice che taglia in due la città ancora addormentata e agghindata a festa: è in corso Cortes Apertas un evento che durante l’autunno sardo coinvolge tutta la deliziosa Barbagia. Ho poco tempo per visitare la città perché l’appuntamento con la cooperativa Ghivine è previsto per le nove. Partiamo in anticipo, immediatamente dopo esserci trasferiti in un Land Rover Defender che te lo confesso, credevo più scomodo. La nostra meta è la Gola del Gorroppu.

Io che mi occupo di tradizioni e leggende sarde, la conoscevo già, almeno sulla carta e grazie anche ad una marea di foto che circolano sul web, ma attraversarla con i tuoi piedi e con i tuoi occhi, è tutto un altro paio di maniche. Si tratta di uno dei canyon più profondi in Europa, lungo 1.5 km e le cui pareti in alcuni punti si innalzano fino a 500 metri circa. Per questo leggende raccontano che dal cuore del Gorroppu, pure durante il giorno, si possano vedere le stelle: si tratta appunto di una leggenda che comunque rende l’idea dell’imponenza.

Per raggiungere il punto di partenza del sentiero che conduce alla Gola abbiamo attraversato la valle Oddoene, ricca di vigneti dai quali si produce il maestoso Cannonau di Dorgali, il ponte S’abba Arva che consente di scavalcare pozze turchesi di acqua cristallina dove si specchiano i turisti e si abbeverano i mufloni e una mulattiera che si arrampica fin oltre i 500 metri sul livello del mare.

Sardegna, Gola del Gorroppu

Sardegna, Gola del Gorroppu - Foto di Claudia Zedda

Raggiunto un profumato bosco di corbezzoli e lentischi è partita la discesa alla volta del Gorroppu il cui volto bianco e calcareo di tanto in tanto si faceva vedere in favoloso contrasto con il cielo vitreo di Sardegna. Dopo un’ora circa di discesa ripida siamo arrivati sul fondo della gola dove ad accoglierti c’è un piccolo centro informazioni: l’ingresso costa 5 euro a persona. Solcato da Rio Flumineddu, che durante la stagione estiva corre sotterraneo, il letto del Gorroppu è fatto di ciottoli levigati e di massi d’un bianco opalescente e lunare.

Puoi ascoltare il silenzio appagante di quell’angolo di mondo selvaggio e primordiale dove cresce ancora l’ Aquilegia nuragica, un delizioso fiorellino violaceo che vive solo sulle impervie pareti della Gola. Dopo le foto di rito e il racconto, da parte della guida, di qualche leggenda legata al luogo ci siamo dedicati alla faticosa salita conclusasi con un delizioso pranzo a base di moddizzosu, il tipico pane di patate e strutto locale, salsiccia, formaggio e cannonau: oggi un pasto da re, ieri da pastori! 40 euro ben spese, che la guida ha insistito per ricevere solo a Dorgali, ad avventura oramai conclusa. Il Gorroppu ti entra nel cuore e lo saluti consapevole che presto o tardi ci farai ritorno: d’altronde ci sono centinaia di escursioni da vivere!

GorroppuIl nostro agriturismo distava meno di 10 chilometri da Dorgali, a pochi passi da favoloso villaggio nuragico Serra Orrios, immerso in un favoloso bosco di olivi secolari, che abbiamo visitato nel tardo pomeriggio. Stanze, cena, ospitalità e qualità prezzo all’agriturismo Biriddo sono sinceramente da premiare!

Il giorno seguente, dopo una bella dormita ristoratrice e una colazione che ti rimette al mondo (nella tavola dell’agriturismo servono esclusivamente pietanze di produzione propria) ci siamo dedicati a Dorgali e alla manifestazione Cortes Apertas. Cartina in mano abbiamo iniziato a visitare le meravigliose botteguzze aperte solo per i visitatori all’interno delle quali si potevano ammirare messi in opera vecchi e nuovi mestieri artigianali: c’erano delle capacissime donne che infornavano squisite casadinas, focacce di formaggio e menta, maestri orafi, esperte filatrici e pastori che facevano conoscere i propri prodotti. Indimenticabile il signor Graziano che concia e lavora ad opera d’arte delle zucche sarde ornamentali che diventano delle vere e proprie opere d’arte. Con sole 20 euro te ne puoi portare a casa una per servire il cannonau di Dorgali come tradizione comanda.